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Insidie e trabocchetti.

Viaggiare è splendido, questa non è una novità. Viaggiare non è solo svago però, o cartoline o cocktail in spiaggia fumando sigarette.

E’ programmazione, intensa programmazione. Soprattutto se si decide di buttarsi a capofitto in una nuova avventura in un paese completamente diverso, lontano, dai nomi, climi e abitudini esotiche.

Sono nella capitale della Cambogia, Phnom Phen.

Phnom Penh è una metropoli di circa 2 milioni di abitanti con un aeroporto non più grande di un supermercato Coop. Quando arrivi dall’alto in città osservi fiumi marroni, sterminate campagne, acquitrini ovunque, tuc tuc, motorini e biciclette che danzano sfrenatamente nel caldo palcoscenico del traffico locale, senza seguire alcun codice regolamentare.

Oggi, comunque, ho voglia di raccontare un piccolo aneddoto che vuol essere fortemente pratico e d’aiuto per qualsiasi persona sia intenzionata a recarsi in Cambogia in futuro.

Per la seconda volta ho avuto a che fare con un’esperienza di banconote semifalse o presunte false.

La prima volta è successo in un supermercato, in cui mi è stata data una banconota da 5 dollari americani (USD) di resto (in Cambogia si usa un sistema basato sulla doppia valuta: visto il bassissimo valore della valuta locale, il Riel, si fa uso praticamente per ogni operazione del USD adoperando il Riel per resti inferiori ad 1 USD, partendo il più delle volte da un valore di 4000 Riel per 1 USD), per un acquisto il quale aspetto mi è sembrato all’istante falso. Ho insistito con la cassiera sostenendo che fosse falso e ho ottenuto in cambio una diversa banconota da 5 USD.

Ho pensato di essermela cavata.

Mercado-central-Phnom-Penh

Oggi però mi reco a prelevare ad uno sportello bancomat della ANZ ROYAL BANK. Lo sportello non è affiancato ad una filiale della banca ma si erge solitario al fianco di un ristorante in una zona ad alta frequentazione occidentale, in quanto dominata da un imperioso centro commerciale da 5 piani.

All’atto di inserire la carta e svolgere le varie operazioni di prelievo lo schermo mi indica che non c’è possibilità di emettere scontrino. Senza pensarci molto continuo l’operazione e seleziono il prelievo di 250 USD. La banca mi informa della commissione per il prelievo: 5 USD, un’enormità in un paese dove un pacco di Marlboro da 20 costa 1.10 USD.

Ad ogni modo procedo con l’operazione e ritiro i soldi. Con mio grande disappunto ricevo 3 banconote da 50 USD e 1 da 100 USD che ai miei occhi risultano totalmente finte.

Sono in preda a rabbia. Non ho una ricevuta né una filiale di banca nei confronti della quale protestare.

Proprio all’altro lato della strada c’è un ufficio cambia-valute. Noto con sospetto un uomo sui quaranta anni, probabilmente cinese, avvicinarsi a me proprio mentre mi affaccio al bancone del cambia-valute. Lo stesso uomo mi aveva appena proceduto allo sportello bancomat prima che prelevassi.

Porgo le banconote al funzionario dell’ufficio, il quale mi assicura che sia il taglio da 50 che quello da 100 USD delle banconote sono veri. Scruto il suo volto con attenzione e perplessità, dopo di ché mi allontano e lo vedo scherzare e parlottare con lo stesso uomo cinese avvistato in precedenza. Mi sento in trappola, mi sento fregato.

Decido così di entrare nel centro commerciale e affidarmi ad una filiale della banca Canadia, che ho già visto numerose volte in giro per la città e che senz’altro mostra molta più affidabilità. Scoprirò poi su internet che i dipendenti della Canadia sono addestrati direttamente dagli americani a riconoscere le banconote false.

La dipendente mi assicura che le banconote sono valide. Tiro un sospiro di sollievo.

Per certezza mi reco anche ad un negozio di tecnologia e chiedo al commesso un suo parere. Anch’egli mi assicura della veridicità delle banconote.

Una volta ottenute 2 conferme fidate mi reco al supermercato dove acquisto con un biglietto da 100 USD una bottiglia di acqua da 50 centesimi. La commessa dopo varie manovre di accertamento della validità della banconota mi dà il cambio con banconote che questa volta hanno tutta l’aria di essere vere.

Credo dunque che non sono stato frodato.

Per sicurezza però vi inviterei a non prelevare soldi a sportelli bancomat che non vi sembrano molto familiari, di controllare sempre le banconote che ricevete come resto o da prelievo, specialmente di grandi tagli. Ho letto che ci sono diverse banconote finte (non tantissime in verità) in circolazione perciò fare attenzione ed essere scrupolosi mi sembra sempre una buona idea. Ovviamente essere scrupolosi è diverso dall’essere paranoici.

Tuttavia quando si tratta di paesi molto poveri, dove la maggior parte della popolazione vive con stipendi tra gli 80 e i 100 USD mensili (massimo 80 Euro dunque) non si può essere troppo rilassati e bisogna semplicemente seguire basilari regole di sicurezza e condotta.

Per il resto, il paese è irradiato dal sorriso diffuso e stupendo dei suoi concittadini. L’ospitalità sa essere meravigliosa e i costi davvero irrisori. Il mondo qui è indietro rispetto alla nostra idea di sviluppo ma si vede davvero tanta genuinità e voglia di vivere.

Del resto il regime dei Khmer Rossi di Pol Pot ha profondamente marchiato a sangue la storia recente dei cambogiani.

Pace e prosperità dunque a questo popolo. Che possa vivere in pace.

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