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Perché credo ci passiamo in molti e sono convinto che agire con coraggio in amore sia un atto più forte dell’amore stesso:

Un tempo sentivo dentro il mio cuore ardere un fuoco che credevo non si sarebbe mai spento.

Perché la fiamma ardeva?

Perché sapevi sorridere di una spontaneità e bellezza mai vista prima, perché eri bella come nemmeno avrei mai potuto chiedere, perché eri spiritosa e piena di vita. Eri un po’ intoccabile, un po’ inarrivabile chiusa in quella sfera illuminata, sfavillante.
Per me eri un sogno che facevo fatica a realizzare. Ad oggi sei ancora la cosa più bella che mi sia mai capitata.
Non potrò mai dimenticare quanto forte e raro ardeva il mio amore per te, quanto io sia stato pazzo si te. Quanto mi faceva sentire male il non poterti stare vicino, come mi logorava il cuore.
Mi sentivo la persona più sfortunata del mondo.
Amare così tanto una persona e non poterla stringere ogni giorno. Amare così tanto e avere il cuore sempre in subbuglio migliaia di chilometri lontano. Saperti insieme ad altre persone mi faceva sentire in eterno, costante pericolo.
Aspettavo sempre che da un momento all’altro tu mi lasciassi e mi dicessi che non ero abbastanza per te.
Ho sempre avuto paura di non essere abbastanza per te.
Ho sempre stentato a credere che tutto quello fosse vero, che stesse accadendo.
Mai nella mia vita credo che avrò di nuovo la leggerezza e il trasporto per innamorarmi come mi sono innamorato di te.
Era questa la mia immagine di te. L’immagine di un essere sopra tutto ciò che di più importante c’era nella mia vita. Scriverti quanto fossi bella e irreale per me era qualcosa di naturale.
Ci sono stati molti momenti in cui il mio cuore ti ha fatto sentire come quella principessa di cui parli. Ci sono state tante volte in cui il mio cuore ti ha volto sguardi così pesanti da sostenere che tu hai arrossito e hai sentito, so che hai sentito, tutta la forza del mio amore.
Oggi pensavo proprio a questo. Pensavo che da quando la nostra esperienza di convivenza è cominciata troppe sono le cose meravigliose che abbiamo perso di questo rapporto.  Forse paghiamo un percorso troppo irregolare, forse paghiamo il fatto di non esserci davvero conosciuti prima di condividere la stessa stanza.
Non so cosa sia esattamente.
So solo che c’era un tempo in cui tu eri una creatura sopra tutte le parti, sopra ogni cosa.
So solo che passo dopo passo invece che impreziosire la mia vita questa storia l’ha resa come intrappolata.
Ed era qualcosa che non mi aspettavo minimamente. Non me lo sarei mai aspettato.
Ci siamo logorati col tempo, fatti del male, abbiamo cominciato a non comprenderci più. E tutta quella bellezza? A poco a poco l’abbiamo sprecata. L’abbiamo fatta sbiadire, andare via. Eppure sento che, incredibilmente, sia ancora lì.
Ci sono volte in cui ti basta un sorriso per rivedere la vera te.
A me quella persona mi ha rubato un pezzo di cuore che sarà sempre suo. E’ così, dovessi giurarlo su ciò che mi è più caro.
A me quella presenza manca come l’aria, manca come l’ossigeno, come l’ispirazione, come l’anima.
Abbiamo perso un po’ dell’anima di questo essere io&te.
Dov’è l’anima di noi due? Credevo che fosse nell’amore, che risiedesse nell’amore.
Ma l’amore è diventato arido, duro e difficile da vedere.
Cosa è cambiato?
Che non siamo riusciti a capire che solo con la naturalezza si può amare. Solo cercando di non stravolgere l’altro. Solo con la volontà di capire, conoscere e risolvere le cose insieme.
L’incomprensione è risolvibile col gioco di squadra.
Ma a questo punto ci siamo arrivati insieme. Chiuderci il mondo dietro non servirà a renderci più forti, casomai più deboli. Io ho piacere a stare con persone diverse e amo vederti sorridere con loro. Io adoro stare con te e vivere la mia vita al tempo stesso, nello stesso tavolo, nello stesso spazio, serata, tempo.
Vorrei che l’amore tornasse ad essere naturale e sincero come un tempo.
Un tempo che era fatto di sorrisi e di ti amerò per sempre.
Era un tempo infinito, momenti che io avrei fermato per sempre.
Per sempre avrei voluto perdermi negli occhi tuoi.
Oggi ti vedo, ti sento e mi sembri così arida che mi piange il cuore.
Io non capisco cosa sia successo a noi ma soprattutto a te.
Perché non fai fuoriuscire quel male verso il mondo e non permetti al tuo cuore di scoprirlo insieme a me?
Sei gelosa di cosa? Stai solo sprecando la tua vita con la tua gelosia, e consumando un amore che ancora arde nel cuore.
Sono un amante della vita e sono un amante dell’amore mi conosci. Vorrei solo poter esser me stesso e amarti con tutto me stesso, ancora e ancora e ancora.
[…]
Non ha importanza, il chi, il quando o il perché. Ciò che importava davvero per me era capire ed essere in grado di agire, di conseguenza. Provando a dare ogni singola parte di me, fino all’ultimo triste sospiro annunciatore di una nuova storia d’amore affossata dalle incomprensioni.
L’amore si rigenera quando il tessuto emotivo presente dentro di noi si rigenera. Anni di storie alimentate da paure, ricatti e incomprensioni rendono il cuore arido, inagibile verso le manifestazioni d’amore.
Ripartire ci distrugge ma matura anticorpi. Ci rigenera. E ci restituisce alla vita, quella vera.
IPostmoderni.

Grossi castelli per aria, grossi castelli per aria.

L’inizio è un totale ingarbugliamento, fatto di centinaia di forze che spingono verso altrettante direzioni e che dilatano all’infinito la mia mente. Una grossa estensione in testa, pensieri che forse non hanno mai spaziato così tanto, forse sono gli effetti della solitudine forzata degli ultimi due giorni, chissà.

Proviamo a fare qualche tipo di ordine. Dentro la mia testa. Così tante cose da gestire ma le idee sono quelle di gran lunga più difficili da domare, da archiviare.

I sentimenti, come sempre, sono contrastanti.

Non capisco il perché trovare una propria dimensione, la propria realizzazione, spesso, debba coincidere con un altrettanto progressivo distacco da ciò che si era sempre considerato un punto di riferimento, roccaforte inviolabile del mondo, dove le regole si trasformavano in dolci movimenti spogli di qualsiasi intento calcolato.

Così tante volte ho visto persone fare quel salto di qualità che, se nella loro concezione, le gratificavano parecchio, dal mio invece le impoverivano in maniera profondamente triste. Io credo di capire come vanno queste dinamiche.

Quando si raggiunge qualcosa di importante, quando si vive in un contesto in cui tutto gira nel verso giusto, dove l’entusiasmo è alla base di ogni azione e la competizione è il motore sublime del gioco, può succedere qualcosa all’interno di se stessi, che si chiama rafforzamento dell’autostima. Quando questo meccanismo si mette in atto e magari lo fa in modo repentino, molto spesso le conseguenze sono, come detto sopra, più negative che positive.

Alcune persone infatti tendono a vedere ciò che c’era prima della loro fase “consacrativa” come a una fase antecedente il boom, povera, legata ad un passato oscurato dall’oblio e da una condizione che tutto sommato non emergeva, non spiccava.

Così l’aspetto negativo è che una sorta di diavolo si impossessa di questa persona e prende il sopravvento sulla mitezza. La persona cerca di riprendersi il tempo perso. Può portarla a scivolare in pericolosi giochi di competizione in quelle isole da sempre felici. La persona in caso si sente finalmente pronta per tutto e il nuovo imperativo è: NON RECEDERE NEMMENO DI UN PASSO.

Il sogno è troppo bello per essere interrotto. Si ha la sensazione di aver sfondato l’ultimo muro prima della totale gestione di se stessi. Ogni ostacolo e opinione discordante è una prova in più da superare per dimostrare che ormai si è pronti, pronti ad ogni cosa.

Non so quanto chiaro questo possa essere ma pensateci. Persone che magari hanno visto cambiare molto la loro vita negli ultimi anni. Hanno fatto cose belle e grandiose e la cosa brutta è che le bruciano brutalmente con un’ostentazione fastidiosa, come a rimarcare certi steccati che hanno bisogno di qualificare come ormai permanenti.

Io penso che il motore dei rapporti sociali sia la considerazione di se stessi. Penso che si ha difficoltà ad apprezzare chi ci circonda perché non sopportiamo l’idea che ci sia qualcuno vicino a noi più bello, più intelligente, creativo, moderato, affascinante.

Il meccanismo ci porta quindi a sconfessare molto spesso qualcuno che in fondo, per qualche motivo, consideriamo essere nostro concorrente. Vogliamo poterci sentire o convincerci di non aver niente di meno di queste persone. E tutto ciò che abbiamo è un lungo e minuzioso tragitto alla ricerca di cose che di questa persona non ci piacciono. Poi troviamo anche quelle persone che, dotate di meraviglioso carisma, ci conquistano, ci piacciono. Purché non siano nostri concorrenti. Verso alcune proviamo soggezione e abbiamo paura di essere stupidi e di dire cose stupide. Verso altri cerchiamo di innalzarci al loro pari, perché in fondo ci sentiamo di ricoprire lo stesso ruolo.

Ad ogni modo quel che penso è questo, il succo di ciò che sto dicendo è questo qui.

L’autostima è il motore delle nostre relazioni sociali, il motore del livello dei rapporti che sappiamo instaurare. Essa dipende da tante variabili. Simpatia, intelligenza, bellezza, riscontro principalmente. E’ qualcosa che però, a mio parere, ci dona il massimo quando è storicamente costante.

Repentini sbalzi di autostima possono far perdere la bussola. E creare qualche casino.

Quel che penso io è che non bisognerebbe mai avere l’illusione di esser cambiati troppo velocemente, i cambiamenti hanno sempre bisogno di tempo e consolidamento. Bisognerebbe avere la situazione sempre a stretto controllo.

Crescere è qualcosa di meraviglioso per chi ti ha sempre visto come una persona splendida e affine. Può diventare una grossa delusione quando con il crescere dell’autostima, ci si svela per qualcuno che non è più capace di essere ciò che era un tempo, una persona dolce, sensibile e comprensiva. Sentirsi alla pari con gli altri ti permetterà di emergere. Porti al di sopra di tutti con logiche di competizione totale ti rispediranno nel baratro più buio che c’è. E non si parla di successi professionali ma delle cose che nella vita importano davvero: i sentimenti.

Detto ciò, la vita sarà sempre la cosa più bella che potrò mai osservare.

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