È il carattere umano, l’esperienza personale, l’approccio alla vita, la saggezza dell’invecchiare, del vivere.

Un carattere che regala speranza.

La crescita è costante, accelerata da determinati fattori.

Vivere lontano, con se stesso, passare del tempo con se stesso, interrogandosi continuamente, cercando nell’altro risposte o punti di vista diversi.

Fattori di accelerazione speciali.

Motori potentissimi.

Ciò che è diverso aiuta a scoprire che la diversità è un concetto che non esiste.

Esiste finché non si ha una visione del mondo unica, in cui la diversità è un fattore insito, compreso, assodato.

L’arte aiuta a scendere nelle piccole, dolci strade dell’umanità, quelle profonde e piene di lumi sparsi di qua e di là. L’umanità è lumi e stradine, tante stradine diverse che giungono insieme ad un posto lucentissimo e inarrivabile.

L’umanità complessa, le culture che quando si incontrano provocano altissime scintille, che bruciano vive, intense come poche altre fonti di luce.

Parole, parole, parole che non hanno senso. Parole, parole, parole che lasciano intravedere l’imbocco di un’altra piccola dolce stradina.

Si può provare a vedere tutto questo come qualcosa di unico, determinato, con le mani costruire un cerchio, costruire con esse un’esplosione che si ricongiunge però. Interazioni come esplosioni che vanno a ricongiungersi.

Vorrei esistesse un rilevatore di esplosioni dentro di noi, scosse sismiche che scaraventano le nostre emozioni in un mucchio di fervide macerie. Quel diagramma non dovrebbe mai essere troppo lineare. Le faglie mai troppo statiche.

Le nostre faglie mai statiche.

Mai statiche.

Statiche.

E poi, e poi.. e poi vorrei donarti il mio cuore.

 

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