Voglio.

Stravolgere questo campo bianco. Ok. Banale.

Voglio.

Scrivere su muri, finestre, balconi.

Ok.

Voglio.

Esprimermi con gesti, con cose, con immagini, col corpo, con gli occhi.

Vestiti su cui possa scrivere. Panchine da cui possa osservare.

Finestre spalancate per perdermi nelle vite altrui.

E della musica diffusa ovunque.

Voglio.

La libertà dell’anima, lo sdoganamento della convenzione, il coraggio della verità, rifondare il mondo scrivendo, correggerlo sul mio taccuino.

Voglio ricariche di autostima da comprare al supermercato. Per tornare come nuovo, da un momento all’altro.

Voglio non essere così complesso. Voglio poter non essere così complesso. Voglio essere ancor più complesso.

Vorrei un’alchimia diversa. Un’alchimia compiuta che azzeri le tensioni tra mente e anima. Voglio più tensioni per trarne vita. Voglio un non-sense  con un senso profondissimo.

Voglio un antichissimo amore che affonda le radici nei bei costumi dell’800, voglio la purezza del linguaggio e meno kx e cioè.

Voglio un pianoforte e dei tendaggi finemente orlati.

Voglio sogni. Sogni realizzabili. Voglio sognare ad occhi aperti.

Voglio spegnermi quando sono imbarazzante. Voglio porre fine a certi spettacoli che mi imbarazzano l’anima e mi piantano lì, a chiedermi un sacco di perché.

Perché?

E non trovi mica sempre una risposta del resto. Mica si può sempre trovare la risposta. O delle volte la sai ma non la pronunci nemmeno con te stesso perché rimette in moto il fluttuare nauseante dell’anima.

Perché?

Non trovi sempre un perché, certe cose sono lì per essere accettate e basta. Certe decisioni sono lì che aspettano solo di essere prese.

Ma prendiamo tempo, prendo tempo che il tempo non mi renderà indietro.

Prendiamo tempo in prestito come fosse contante, ci indebitiamo e poi. Poi il tempo un giorno svanisce e può.. può essere tutto o niente a quel punto lì. E faresti bene a fare in modo che sia tutto. Per non aver rimorsi, chiaro.

E ci sono decisioni che non aspettano altro di essere prese. In fondo è il tempo di reazione che ci frega. Perché delle volte quelle decisioni sono dolorose o molto importanti, semplicemente.

E prima che assimili, che fraternizzi con la cosa che da tempo immemore già sai dovrai fare ce ne passa. Forse poco, forse molto. Il risultato però non cambia poi molto. È solo prendere in prestito dell’altro tempo.

Voglio.

IPostmoderni

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