Frammentario.

Ho un blog frammentario che ripercorre come fosse la mia ombra il mio modo di essere. Discontinuo e sempre pieno di pensieri di cui ogni tanto qualcuno degno di nota.

E voi che tipo di rapporti avete con voi stessi?

Che tipo di rapporto hanno le persone con se stesse? Si rispettano, si amano, si detestano, si compiangono, accettano con passività i difetti o lottano quotidianamente per migliorare?

Perché io mi sento così, mi sento in eterna combutta con me stesso, un’attività continua ed infaticabile d’introspezione. Analizzo ogni mio comportamento e a seconda del suo valore mi reputo o un grosso idiota, o una persona apprezzabile per la sua razionalità.

Spesso non capisco da che parte sia la verità.

Ad essere sinceri penso che si arrivi ad un certo punto della propria vita in cui si capisce che la verità è qualcosa di decisamente indefinibile, una frontiera che cambia di continuo a seconda di chi la contempla. Un po’ come la morale, con cui tra l’altro la verità va di paro passo.

Il concetto di morale sa subire delle metamorfosi da persona a persona veramente interessanti.

Ognuno comunque crede di essere nel giusto e cosa non si fa delle volte per giustificare se stessi di fronte al dio coscienza. Quel dio maestoso e implacabile al cui cospetto bisogna potersi sentire puliti e nel giusto.

E comunque dicevo, cos’è la verità e dov’è?

Penso sia davvero una questione che vari da persona a persona, cosa abbastanza scioccante per vivere in un mondo di canoni, di stereotipi, modelli, punti di riferimento.

Del resto comunicare ha reso possibile definire cose che altrimenti sarebbero tra loro indefinibili. Con la parola macchina si può indicare una fiat500 o un mastodontico suv che cavalca acqua, fango e apocalissi varie e previste. Con la parola vestito si può indicare un filone chilometrico di oggetti. E figuriamoci quando dal materiale ci spostiamo all’ideale.

La parola amore, felicità, verità che definibilità hanno? Forse non hanno nemmeno un colore, un odore..

E allora la mia verità, la mia pace, il mio contratto con me stesso può essere basato su qualcosa che può differire radicalmente da quello di altrui persone.

Voi che tipo di verità cercate? Cercate una verità? Che rapporto avete con voi stessi? Cosa pensate quando siete davanti allo specchio, quando in quei rari momenti di folle lucidità realizzate di essere vivi e veri?

Sorridete a voi stessi o il vostro è un sorriso che cerca di mitigare certa brutalità della vita?

Quando ridete, ridete di cuore? Ridete col cuore?

Come osservate il mondo? Sapete ancora vedervi della poesia?

E quando siete con il mondo e avete comportamenti che non vi piacciono o che vi hanno deluso cosa fate? Promettete a voi stessi di non ripetere mai più quegli errori? Crescete dai vostri errori?

Vi capita mai di essere cattivi con qualcuno?

Facciamo così questo è un post che esige risposte, è una sorta di sforzo di introspezione che vi chiedo e di cui vi sono estremamente grato.

Mettiamo sul piatto completamente noi stessi su queste piattaforme, siamo anime che vagano con nomi di fantasia in cerca di condivisione e bellezza, non abbiate paura, aprite il vostro cuore ai vostri confidenti segreti. Esploriamoci e confrontiamoci.

Ecco, ad esempio mi ritengo un soggetto difficile nei rapporti. Penso che abbia idealizzato troppo i rapporti con le persone, penso che da un amico mi aspetto qualcosa che non va al passo coi nostri tempi, totale sincerità e voglia di aprirsi anche al costo di toccare quelle ferite più intime e profonde scavate nel solco dell’anima. Sono sensibile, permaloso, da sempre basta una piuma lanciata in mia direzione con poca grazia a ferirmi. Mi sento debole coi forti e cerco di non apparire forte coi deboli. Amo certe cose belle della vita che sanno farmi piangere.

La combutta con me stesso a volte mi esalta a volte mi affossa, mi rende lunatico, mi rende in preda ad un’umore ballerino. La mia felicità completa è un ideale irrealizzabile, una tela che non si smetterà mai di tessere.

Sorrido ai bambini e ai cani.

Mi emoziono di fronte certi paesaggi.

Amo certi sorrisi e certa grazia.

A volte mi deprimo e penso che non sono adatto per questo mondo. A volte mi esalto e penso che se solo avessi un po’ più di continuità potrei fare qualcosa di bello per me e le persone che mi sono affianco.

Molti pensano di essere strani, per me la stranezza è un concetto astratto che appartiene ad una società che tende alla canonizzazione, all’omologazione. Nessuno è strano si è tutti, straordinariamente diversi. Un miracolo.

Apritevi.

E dite di voi.

Grazie.

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