Sai porgere il tuo viso su quel finestrino e osservare ammirata la bellezza di quei pendii, il capriolo che saltellante improvvisa la sua sfilata d’onore su una strada dissestata e impervia tra mille curve, colline, tradizioni.

Sai godere quell’atmosfera di cristallo, una piccola scossa all’emisfero in cui sei capitato, nuvole immergono la tua macchina in una piccola, tascabile parte di mondo. Ciclisti e motociclisti stretti in un patto di ferro di pacifico godimento delle bellezze varie della natura.

Sai prendere la macchina fotografica e scattare una foto a quell’infinito di lande, la bellezza del paese natio, una sensazione patriottica molto più forte di qualsiasi empatico inno. Sai salire e scendere con l’umore insieme alla pendenza dei colli, sai individuar nei cartelli stradali di paesini sparsissimi e radissimi direzioni frastornate, incasinate, bugiarde e a tratti snervanti.

Sai assaporare la mèta, anche quando le nuvole si fanno minacciose e turbato nell’animo è il Grande Padrone dei Cieli, il cuore nero e tetro e burrascoso. Sai assaporare inferno e paradiso, eco antico e moderno, in un contesto che non vuole cambiare.

Sai pescare in strade e stradini e viste e violini e campagne e ponticelli, piccoli e grandi, rossi e neri.

Sai entrare nel cuore di quelle terre, sai apprezzarle, sai inficiare piacere e bellezza nel cuore.

Ti fai prendere da frenesia e voglia di fare, traguardi vicini e lontani.

Un viaggio, è ciò che serve a cadenze periodiche per riprendere in mano te stesso e il mondo in cui vivi.

Nota: Urbino-San Marino

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