Grossi castelli per aria, grossi castelli per aria.

L’inizio è un totale ingarbugliamento, fatto di centinaia di forze che spingono verso altrettante direzioni e che dilatano all’infinito la mia mente. Una grossa estensione in testa, pensieri che forse non hanno mai spaziato così tanto, forse sono gli effetti della solitudine forzata degli ultimi due giorni, chissà.

Proviamo a fare qualche tipo di ordine. Dentro la mia testa. Così tante cose da gestire ma le idee sono quelle di gran lunga più difficili da domare, da archiviare.

I sentimenti, come sempre, sono contrastanti.

Non capisco il perché trovare una propria dimensione, la propria realizzazione, spesso, debba coincidere con un altrettanto progressivo distacco da ciò che si era sempre considerato un punto di riferimento, roccaforte inviolabile del mondo, dove le regole si trasformavano in dolci movimenti spogli di qualsiasi intento calcolato.

Così tante volte ho visto persone fare quel salto di qualità che, se nella loro concezione, le gratificavano parecchio, dal mio invece le impoverivano in maniera profondamente triste. Io credo di capire come vanno queste dinamiche.

Quando si raggiunge qualcosa di importante, quando si vive in un contesto in cui tutto gira nel verso giusto, dove l’entusiasmo è alla base di ogni azione e la competizione è il motore sublime del gioco, può succedere qualcosa all’interno di se stessi, che si chiama rafforzamento dell’autostima. Quando questo meccanismo si mette in atto e magari lo fa in modo repentino, molto spesso le conseguenze sono, come detto sopra, più negative che positive.

Alcune persone infatti tendono a vedere ciò che c’era prima della loro fase “consacrativa” come a una fase antecedente il boom, povera, legata ad un passato oscurato dall’oblio e da una condizione che tutto sommato non emergeva, non spiccava.

Così l’aspetto negativo è che una sorta di diavolo si impossessa di questa persona e prende il sopravvento sulla mitezza. La persona cerca di riprendersi il tempo perso. Può portarla a scivolare in pericolosi giochi di competizione in quelle isole da sempre felici. La persona in caso si sente finalmente pronta per tutto e il nuovo imperativo è: NON RECEDERE NEMMENO DI UN PASSO.

Il sogno è troppo bello per essere interrotto. Si ha la sensazione di aver sfondato l’ultimo muro prima della totale gestione di se stessi. Ogni ostacolo e opinione discordante è una prova in più da superare per dimostrare che ormai si è pronti, pronti ad ogni cosa.

Non so quanto chiaro questo possa essere ma pensateci. Persone che magari hanno visto cambiare molto la loro vita negli ultimi anni. Hanno fatto cose belle e grandiose e la cosa brutta è che le bruciano brutalmente con un’ostentazione fastidiosa, come a rimarcare certi steccati che hanno bisogno di qualificare come ormai permanenti.

Io penso che il motore dei rapporti sociali sia la considerazione di se stessi. Penso che si ha difficoltà ad apprezzare chi ci circonda perché non sopportiamo l’idea che ci sia qualcuno vicino a noi più bello, più intelligente, creativo, moderato, affascinante.

Il meccanismo ci porta quindi a sconfessare molto spesso qualcuno che in fondo, per qualche motivo, consideriamo essere nostro concorrente. Vogliamo poterci sentire o convincerci di non aver niente di meno di queste persone. E tutto ciò che abbiamo è un lungo e minuzioso tragitto alla ricerca di cose che di questa persona non ci piacciono. Poi troviamo anche quelle persone che, dotate di meraviglioso carisma, ci conquistano, ci piacciono. Purché non siano nostri concorrenti. Verso alcune proviamo soggezione e abbiamo paura di essere stupidi e di dire cose stupide. Verso altri cerchiamo di innalzarci al loro pari, perché in fondo ci sentiamo di ricoprire lo stesso ruolo.

Ad ogni modo quel che penso è questo, il succo di ciò che sto dicendo è questo qui.

L’autostima è il motore delle nostre relazioni sociali, il motore del livello dei rapporti che sappiamo instaurare. Essa dipende da tante variabili. Simpatia, intelligenza, bellezza, riscontro principalmente. E’ qualcosa che però, a mio parere, ci dona il massimo quando è storicamente costante.

Repentini sbalzi di autostima possono far perdere la bussola. E creare qualche casino.

Quel che penso io è che non bisognerebbe mai avere l’illusione di esser cambiati troppo velocemente, i cambiamenti hanno sempre bisogno di tempo e consolidamento. Bisognerebbe avere la situazione sempre a stretto controllo.

Crescere è qualcosa di meraviglioso per chi ti ha sempre visto come una persona splendida e affine. Può diventare una grossa delusione quando con il crescere dell’autostima, ci si svela per qualcuno che non è più capace di essere ciò che era un tempo, una persona dolce, sensibile e comprensiva. Sentirsi alla pari con gli altri ti permetterà di emergere. Porti al di sopra di tutti con logiche di competizione totale ti rispediranno nel baratro più buio che c’è. E non si parla di successi professionali ma delle cose che nella vita importano davvero: i sentimenti.

Detto ciò, la vita sarà sempre la cosa più bella che potrò mai osservare.

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