IPostmoderni.

Una caratteristica esasperata del postmodernismo è senz’altro quella di parlare di tutto, la sensazione è che ognuno di noi abbia un’idea, è necessaria, come lo è vestirsi in modo adeguato o come lo è portare rispetto per le persone più anziane.

L’avere un’idea nei confronti delle cose è necessario, appunto, perchè è uno strumento di sopravvivenza del postmodernismo. Il postmodernismo è o non è pur sempre quel vortice in cui quotidianamente anneghiamo sommersi di definizioni globalizzate, notizie da ogni fronte, scenari immensi della cronaca e politica mondiale?

Il postmodernismo è l’esposizione dell’uomo moderno alla modernità dell’uomo, al grandissimo fragoroso Mutamento che riguarda la nostra specie in evoluzione.

Questo sovraccarico crea una sovraemozione per tutto ciò che ci sovrasta, appunto, perchè quel che ci sovrasta è soprattutto reso in modo tale da essere spettacolo.

In un mondo postmoderno in cui tutti hanno accesso a tutto, tutti sentono il sacrosanto dovere di avere un’idea riguardo ogni cosa, e di pensare che si possa persino litigare per quell’idea.

Questo porta a delle conseguenze. Discorsi di bassa lega, intrisi di errori di valutazione in cui gli interlocutori si accontentano delle loro frivole e sconclusionate conclusioni, arrivando per la maggior parte dei casi a quelle già raggiunte dalla cultura dominante propagata e diffusa dai mass media.

Si parla dunque di aria fritta, siamo sagome.

Non siamo in grado di mettere in moto il cervello e ci piace avere già le conclusioni pronte.

Siamo avidi di idee, le idee non sono il brillante cavallo di battaglia dettato dal proprio percorso colorato di suggestioni, conoscenze, passioni e sentimenti, le idee sono preconfezionate come un pacco di cracker tuc.

Per ogni argomento c’è un cracker da estrapolare dal pacchetto e mangiare, poi parlare.

Le idee dunque, oggi, non sono dettate dallo spirito grande e alto della ragione, dell’esaltazione di essa, sono un biglietto da visita tramite cui mantenersi aggrappati al vorticoso roteare del quotidiano. Le idee sono uno sfoggio di potere, sono il baluardo di se stessi.

Questo è, a mio modo di vedere, lo scenario e il motivo per il quale un grande comunicatore oggi può tenere in scacco tante persone. Il grande comunicatore entra nelle suggestioni, carica la cartuccia di tutte quelle idee preconfezionate e spara, spara sulla folla che si esalta, perchè sentono pensieri che pensano facciano parte di loro stessi da sempre. Il grande comunicatore si serve dell’apparato postmoderno dei massmedia che si intrufolano in ogni dove, sparano in ogni direzione questi pacchetti tuc alla folla, ammaliano, affascinano, conquistano, vincono.

Con loro trionfa qualunquismo, postmodernismo.

Con loro trionfa il trionfo del nulla. E noi, noi siamo ancora lì a pensare di averci capito tutto.

Urge cervello e cuore. Urge essere in grado di stare zitti se non si ha un’idea.

Un’idea è un’idea non un cracker.

 

IPostmoderni

 

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