it’s your agenda, not mine.

ogni giorno ci affacciamo al mondo e ci viene data la sveglia dall’informazione. Il tg ci annuncia le novità della giornata, i giornali a caratteri cubitali ci profanano la coscienza e gli umori, la città si riempe di gente che parla delle notizie del giorno, ce ne sono di tutti i tipi, chi parla di sport, ora che ci penso, tanti parlano di sport qui a roma, chi parla di guerre e disastri ambientali, chi commenta l’indegne gesta di qualche personaggio pubblico ricacciando altisonanti concetti come decenza, rispetto, scandalo.

chi parla presupponendo di sapere tutto, di aver le chiavi del mondo, chi si rifuggia dietro ad un rispettoso silenzio e poi ci sono i rissosi, quelli che vogliono imporre il loro sapere, la loro porzione di sapere e poco importa l’interlocutore e l’esattezza o meno di ciò che dice, loro devono difendere la loro roccaforte e danno degli stupidi, senza cervello e via dicendo a coloro che hanno altre vie di pensiero.

questa era una parentesi, esatto.

dicevo, l’agenda. ti svegli e la città parla di questo nuovo giorno di queste nuove notizie che affliggono o colorano il mondo e tramite di esse ci facciamo una coscienza, cultura, rodere il culo o meno.

ma le notizie chi le fa? chi decide di cosa si deve parlare oggi?

i giornali, mezzi di informazione.

che interesse hanno questi? informare e vendere quante più copie possibili.

manipolare,non informare. prendiamo 3/4 copie di diverse testate in uno stesso giorno.

cos’abbiamo?difformità su tante notizie, soprattutto quelle politiche.

ogni redazione ha un suo scopo, obiettivo subdolo e subliminale, la correzione delle menti, l’incanalazione dei pensieri.

litighiamo e distruggiamo le nostre coscienze, poi le rimettiamo insieme e facciamo fatica a tenerle, mai nessuno c’è che dia un po’ di fiducia, c’e sempre lo scredito,puntuale, c’è sempre la macchia c’è sempre la punizione. i problemi sono reali ma forse no. i problemi sono importanti ma forse c’è qualcosa di molto più importante di cui parlare quel giorno. certo,dirai.

certo no, non siete liberi di emozioni, diktat, non siete anime libere che scrivono liberamente, l’agenda è dettata da superiori.di quel qualcos’altro non parlerete mai.l’omissione. gravissima.i superiori dettano l’agenda di cui noi parliamo nel modo in cui loro vogliono che ne parliamo.

i post moderni. i POST MODERNI sono piccole porzioni di forse radicate posizioni che ognuno di noi ogni giorno assume sulle cose importanti del mondo. i post moderni svelano l’uniformità di pensiero le porte della percezione hanno il cartello sold out, noi siamo rimasti in pochi a non essere tracciabili a non dare riferimenti.

poche persone. voi post moderni siete totalmente rintracciabili, come una telefonata, le vostre fonti note e arcinote, non dite mai niente di nuovo, non approfondite e lasciate che l’ordine del giorno lo stabiliscano i giornali.

it’s your agenda not mine.

banale, chissà.

IPostmoderni.

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